5^ week

Giro di boa (forse😉🙃) per questo periodo di “remote working”. Rispetto ad altre esperienze di “lontananza” da casa, vuoi per studio, vuoi per vacanza, vuoi per lavoro, questa volta la nostalgia è un sentimento che non mi sfiora se non in rari momenti. Eppure i chilometri di distanza da quello che ho di più caro sono tantissimi, talmente tanti che non li ho mai calcolati. E’ acclarato: la pandemia e l’uso di mezzi di comunicazione digitali hanno accorciato, anzi annullato le distanze.

Anche da una terra così lontana, vicino all’Antartico, dall’altra parte del mondo, le mie passioni, il mio lavoro, i miei affetti, sono qui, con me.

Certo, cambiano le abitudini, la lingua, i costumi, il modo di vivere, ma ad esempio la passione per gli sport è la stessa e non colgo l’occasione per farmi coinvolgere. E per questo che “costringo” mia moglie a 4 km di una passeggiata domenicale nel parco più grande di Auckland per guardare una partita di campionato under 18 di Rugby, uno dei due sport più praticati, credo, in Nuova Zelanda insieme con il Cricket. Famiglie ben appostate sulle parti rialzate in erba hanno portato con loro tutto l’armamentario per una domenica mattina all’insegna del picnic più che di una domenica allo stadio.

Ma il match sembra sia uno di quelli importanti, con tanto di TV al seguito ben attrezzata.

Prima del match clou delle 13:30, in campo vi sono gli under 16; il fischio finale ed il “3° tempo” non mostrano quella che è stata una vera e propria battaglia sul campo. Ragazzini felici abbandonano il campo per far posto a quelli più grandi, avvicinandosi ai loro amici e parenti che li aspettano ai bordi.

La squadra in rosso è quella di casa: l’Aukland. Il primo tempo finisce con 4/5 mete di vantaggio; abbiamo perso il conto. Ma i verdi non demordono e continueranno per tutta la partita a provare a ribaltare la partita.

Finirà 42 a 22 per gli Auckland Red contro i Coastline.

La cosa che mi sorprende è che nonostante i contatti e la forza di ogni scontro, non c’è mai una rissa, mai qualcuno che inveisce da fuori campo; è tutto nella normalità di uno sport tanto duro quanto entusiasmante e corretto.

Tutt’altra cosa è la partita di bocce a squadre anche se in realtà non si tratta di bocce ma di Lawn Bowls . Due simpatici vecchietti mi spiegano che le bocce si giocano in Italia; qui si chiama diversamente come differente è il campo (in erba) e le palle (sono in cuoio)

Lo scenario è fantastico così come l’atmosfera che si respira. Anche in questo caso lo sport è una scusa per stare insieme e fare festa.

Altro sport nazionale è il cricket. Nei tanti immensi parchi che vi sono in città, apposite aree sono dedicate a questo sport praticato fin da bambini. Intere famiglie si spostano ed occupano parte del parco, portandosi dietro tutto quanto per un pomeriggio all’aria aperta. Ricordo che, poco prima di partire, anche nel mio piccolo paese avevo visto dei ragazzi, credo di nazionalità indiana, che avevano improvvisato un campo da cricket nel campo vicino al cimitero.

Non resistiamo e ci sdraiamo su quest’erba cosi verde da sembrare finta, inconsci di aver occupato un’area del campo di gioco.

Per poco non vengo colpito da una pallina che, dopo averla raccolta, mi accorgo essere molto pesante e dura rispetto ad una palla da tennis che invece conosco bene 😅😅😅

La bellissima esperienza dell’isola del verde e del buon vino (Waiheke Island) fatta un paio di settimane prima, ci invoglia a ritornarci. Questa volta un pò meglio attrezzati e con un tour meglio pianificato.

La vigna e la cantina che decidiamo di visitare è molto scenografica, ottimo il cibo.

Riguardo al vino, quelli italiani sono di un’altra categoria, indubbiamente, almeno per le bollicine e il bianco; il rosso, uno Syrah profumato, era l’unico all’altezza delle mie aspettative.

E a proposito di cibo, qui il racconto si farebbe complicato. Fare classifiche se sia più buona la cucina italiana o quella internazionale dell’Australia o della Nuova Zelanda non ha, a mio parere, molto senso. Nel complesso abbiamo mangiato bene, facendoci tentare dalle novità che si presentavano davanti e non rinunciando, ogni tanto, a qualche bella “rimpatriata” 😂😂😂.

Vi giuro che li abbiamo mangiati tutti … ma del resto è trascorso oramai più di un mese!