6^ week

La decisione di vivere si da “nomadi”, ma non troppo, ha soddisfatto in pieno le nostre aspettative che erano quelle di “trasferire la nostra residenza”, seppure per sole 4 settimane, in un luogo diverso. Lavoro e tempo libero, entrambi portati all’estremo (8 ore di lavoro, 8 ore di tempo libero e 8 ore di sonno) ci hanno fatto vivere un mese da veri e propri “kiwi’s”.

Rinunciando al tempo che generalmente spendiamo davanti alla TV e ai social, a cui si aggiungono gli spostamenti in auto, faccende burocratiche, ecc., abbiamo recuperato minuti preziosi per dedicarci ad altro. Le giornate ad Aukland sono trascorse in maniera veloce e possiamo dire che la città l’abbiamo vissuta nella sua pienezza, non da semplici turisti ma provando a farne parte, consci che comunque sarebbe stata una parentesi destinata a chiudersi.

Oltre alle giornate e agli appuntamenti programmati, Aukland offre continui svaghi e momenti che ti incuriosiscono e ti invitano a viverla: concerti, feste, mercatini.

Ed è cosi che durante il Saint Patrick’s Day veniamo coinvolti in uno dei tanti “caciarosi” party al di fuori dei pub irlandesi.

Aukland è una giovane e vivace città che supera il milione di abitanti. È il centro commerciale e finanziario della Nuova Zelanda, una nazione che ha scoperto, da qualche decennio, come la sua vera ricchezza sia il suo territorio, le sue unicità, che spingono turisti, ma anche chi vuole cambiare profondamente stile di vita, su queste isole a sud del mondo.

A nostro perfetto agio, abbiamo ricevuto ovunque una caldissima accoglienza; persone aperte e sempre disposte a darti una mano o ascoltare le tue richieste.

Fra i luoghi da me preferiti per lavorare, la Biblioteca Nazionale Centrale di cui ho già raccontato in uno dei precedenti blog, e il GRID AKL Coworking, quest’ultimo sorto nella vecchia area dei magazzini portuali dismessi, oggi centro modernissimo che ospita la parte più dinamica della città, oltre che le onnipresenti manifestazioni di vela.

Accolto da Heidi Gillingham, responsabile di Go with Tourism, abbiamo scambiato le nostre esperienze sul futuro del movimento turistico internazionale. Go with Tourism è un Ente privato, finanziato con la tassa di soggiorno che ogni turista paga all’entrata in Nuova Zelanda (circa 60 euro); il loro compito è di supportare con azioni concrete persone in cerca di lavoro, aziende, educatori e studenti del settore turistico.

Una sorta di centro per l’impiego, aperto anche alle imprese, ma con meno burocrazia (quasi nulla) e più fatti concreti.

Da parte mia le ho potuto raccontare del nostro approccio in un settore con cui più volte ho avuto modo di relazionarmi e di cimentarmi. Ogni volta che provo a fare un elenco, dopo un po’ rinuncio ad elencarli tutti, ma come non ricordarmi di Live in Vulture, delle 12 stagioni e più di 2.500 puntate di Piccola Grande Italia, di Celenna – lungo la via Herculea, del film Sacra Film o del documentario Nelle Terre di Federico II, per finire agli ultimi impegni di History Hub e AQUA.

Ma, soprattutto, ci siamo soffermati sul programma di Accelerazione “Italy Travel Teck” che Broxlab sta realizzando insieme al Ministero del Turismo e che sta promuovendo in tutto il mondo. Heidi mi racconta delle startup presenti nell’incubatore e insieme decidiamo di diffondere la Call fra le migliaia di contatti e stakeholder con cui hanno relazioni, invitandoli alla partecipazione, dando ampia disponibilità, da parte mia, ad incontri “one to one” laddove richiesto.

Con un po’ di malinconia ma carichi per la prossima tappa, lasciamo Aukland gustandoci gli ultimi tramonti e le ultime gite in barca nelle vicine isole della baia.

I contatti con gli affetti che abbiamo lasciato (momentaneamente) in Italia sono frequentissimi ed è cosi che se anche solo in video chiamata, partecipiamo con tutto il resto della famiglia al compleanno di “nonna Margherita” che in questi giorni compie il suo 86’ compleanno 🤩😍😍.